Fotografia di Reportage
In questa sezione vorrei
introdurvi al genere della fotografia di Reportage.
Innanzitutto ci si potrebbe chiedere che cosa sia un "
reportage".
Bene. È questo un tipo di fotografia che privilegia il
contatto
diretto
con la realtà che si andrà a rappresentare, in
forma
fotografica, giornalistica o audiovisiva che sia, tenendo in particolar
considerazione
contesto e rispettiva
contestualizzazione
del set.
In francese il reportage è
una forma del discorso giornalistico che privilegia la testimonianza
diretta.
Cit. Wikipedia
Si tratta di un genere di fotografia e comunicazione in generale, che
tiene particolare conto del luogo in cui ci si trova, dei
coinvolgimenti
psico-emozionali,
e che porta alla lettura dell'opera (nel nostro caso la fotografia)
attraverso un percorso strettamente legato e oserei dire assolutamente
inscindibile
dal contesto.
Personalmente ho voluto sperimentare questo genere andando a visitare
il
Parco Scultura "La Palomba"
nelle vicinanze della meravigliosa
Matera (MT), in
Basilicata.
Vi presento quindi una serie di
5 scatti atti
ognuno a
rappresentare una scultura del Parco; ognuno di essi
sarà corredato di una breve didascalia volta a
descrivere pensieri e riflessioni che tali visioni hanno
procurato, ma anche a
soffermarsi sul significato
di quanto visto, cercando di intraprendere un viaggio che ha come meta
l'identificazione
nell'Ego artistico dell'autore.
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"L'arte
di una etnia è ciò che l'artista crea e l'offre
al
cielo". È questa la premessa dipinta su una roccia
all'ingresso del
Parco Scultura "La Palomba" a Matera.
Una
frase dai molteplici significati, forse una sorta di invito
all'astrazione e all'abbandono razionale per entrare nel universo
artistico che è il parco... Chissà... Forse
è
davvero così.
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Questa
"scultura", difficilmente riconducibile a prima vista al senso
immediato
del temine, è visibile nel Parco Scultura "La Palomba" a
Matera.
È un'opera dell'artista Antonio Paradiso e il suo nome
è "Mausoleo a Icaro", realizzata nel 2000 con
pietra
di Trani e una vecchia Volkswagen Maggiolino (Beetle) . Un esempio di
arte contemporanea che colpisce e non smette di stupire, mai. Forse
una provocazione rivolta a un mondo moderno troppo macchina-dipendente?
Io...
Io credo di sì... |
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| "Dove",
in inglese, significa colomba. È una colomba quello che io
interpreto
essere quest'opera enorme che sorge al centro del Parco Scultura
"La Palomba" a Matera. Realizzata dall'artista Antonio Paradiso nel
1997, con semplice pietra di Trani e intitolata "Volo".
Un simbolo ormai famoso per le sue accezioni di riferimento alla pace e
alla libertà, quello della colomba. Ma forse in questa
situazione ha un significato diverso, più leggero e meno
utopistico. Forse l'autore allude al volo, sogno dell'uomo fin dai
più antichi tempi, condizione di eterna libertà e
disinvolto
perdersi tra le correnti che accarezzano,
stravolgono, sospingono
e bloccano, portano in alto ma sanno anche
infidamente far cadere senza motivo apparente. È una sorta
di
gioco
della vita quello del volo... Un gioco dove si è solo una
piccola
colomba che s'affida al segreto delle correnti. |
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Questa
è l'opera in acciaio alta 10 metri presente
all'ingresso
del parco e che inizia il percorso di scoperta e viaggio all'interno
del luogo. È dell'artista Antonio Paradiso, realizzata
nel 2006 completamente in accaio.
Rappresenta
una colonna, segno di elevazione al cielo, della ricerca dell'inifinito
attraverso mezzi finiti quali sono le
tecniche e le sapienze umane. Quasi un'aura si sprigiona dall'opera
colonnare: saranno le indecifrabili forme scavate in
essa, o è la sua stessa imponente altezza a mettere il
visitatore in soggezione? Credo sia simbolo di come un umile artefatto,
pensato attraverso il sogno e l'estro, può incantare il
suo stesso ideatore e realizzatore, l'uomo. |
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Con
questa opera dell'autore Luigi Mainolfi, realizzata nel 2008 in acciaio
Corten e intitolata "A Guardia della Natura" si chiude il mio mini
reportage sul Parco Scultura "La Palomba" a Matera. Le 5 opere che ho
voluto rappresentare attraverso gli scatti in bianco e nero sono quelle
che più mi hanno colpito e più mi hanno spinto a
riflettere, fine ultimo secondo me di una buona opera d'arte.
In
quest'ultima opera voglio ritrovare un'opposizione tra negativo
e positivo, tra il comportamento negativo nei confronti della
natura a
quello specularmente positivo verso essa. C'è bisogno di
difenderla, la
natura, perché essa nulla può contro lo
strapotere che
l'uomo si è dato, autoeleggendosi a comando del mondo e
delle
sue risorse. Da qui credo la scelta del mostro dinnanzi all'albero, a
indicare il bisogno della natura di ricevere difesa e protezione.
Sarà forse che dobbiamo trovare dentro di noi quel mostro
pronto
a intervenire, sapendo già a priori di andare contro il
comune pensare e agire umano?
Sarà
forse che quel mostro DOBBIAMO essere noi, perché altrimenti
arriverà un giorno in cui purtroppo non avremo
più nulla
da difendere quando tutto sarà ormai perduto?
A
noi la risposta... E la scelta. |
Beh che dire? Buon inizio, Giorgio!!!
Trovo l'articolo molto interessante e ben fatto...
Le foto ho avuto già modo di ammirarle e di dirti che sono veramente ben fatte.
Un ottimo reportage su un luogo a dir poco interessante! :)
Tanti auguri per questa nuova avventura! ;)
Grazie mille francesco !!...