Cosa può avere a che fare la filosofia Zen con la nobile arte della fotografia ? Molto, o poco, a seconda di quello che noi vogliamo che la fotografia sia realmente.
Come ben sappiamo la filosofia Zen si fonda sulla meditazione, sulla concentrazione, sulla auto-disciplina e la auto-conoscenza. E in fondo forse anche la fotografia non ha queste prerogative?
Molto spesso presi dalla mondanità del nostro essere ci soffermiamo solo sulla mera disquisizione del modello più evoluto di macchina fotografica, del sensore più potente, dell'ottica più costosa....tralasciando il dettaglio fondamentale, ovvero l'ispirazione e la creatività.
E così proprio mediante l'applicazione di quella silenziosa concentrazione, di quel pacato stato d'animo di apertura allo spirito del Mondo, di quella disposizione a "vedere" e non solo a "guardare", che possiamo avere l'ambizione di creare qualcosa di davvero unico.
Ovviamente questa disposizione d'animo è la prerogativa essenziale per qualunque forma d'arte, in quanto l'arte stessa è una sorta di collegamento verso l'irrazionale e il creativo.
Ecco alcuni piccoli consigli per ottenere di più da quello che comunemente riteniamo essere il nostro metodo di lavoro, fotografico e non.
- Fai pratica guardando ovunque
Fai pratica allenandoti ogni giorno, in ogni luogo, a qualunque ora, a vedere più in profondità e non fermarti solo a guardare.
- Non pensare a niente
Resta per qualche attimo in silenzio. Chiudi gli occhi. Dimentica per qualche istante cosa stai facendo, dove vai, chi dovrai incontrare....libera la mente e una volta aperti gli occhi vedrai con occhi nuovi. Scoprirai di notare cose mai viste, di cogliere dettagli mai lontanamente immaginati, di carpire idee e stimoli da moltissimi elementi intorno a te. Aspetta. Non correre. Ascolta i rumori intorno a te, ascolta le voci, presta attenzione agli odori, godi dei suoni che ti circondano. Solo così scoprirai un mondo sconosciuto.
- Quando inquadri il tuo scatto...
La fretta ci sta sempre più prendendo la mano...purtroppo. E' ormai pratica diffusa quella di correre per scattare più materiale possibile. Punta e scatta. Punta e scatta. Punta e scatta. Si va così a finire che il nostro occhio guarda con rapidità attraverso il mirino, e osserva la scena solo per pochi attimi.
Abbandona questa abitudine. Soffermati a guardare...non sempre quello che vedi con i tuoi nudi occhi potrebbe essere così affascinante come visto in un riquadro di mistiche proporzioni quale quello della tua macchina fotografica...e così non appena un'idea affiorerà nella tua mente basterà creare al volo la composizione e premere il pulsante di scatto. Semplice.
- Fai del guardare pratica quotidiana
Ripeto ancora questo concetto. E' davvero un concetto fondamentale. Sembra molto banale ma non lo è. L'uomo è un essere che inconsciamente presta moltissima attenzione alle abitudini...Se prendete l'abitudine di soffermarvi a guardare, invece di lasciar scorrere la vita semplicemente davanti a voi, vedrete che tutto diventerà talmente quotidiano e automatico che vi troverete a farlo anche senza mettervici d'impegno. E' una cosa fondamentale perchè in tal modo come si suol dire "farete l'occhio", ossia assumerete l'abilità di riconoscere in una frazione di secondo una scena interessante da una comune, una potenzialità nella normalità.
Tutti i grandi fotografi, chi consciamente chi inconsapevolmente, hanno sviluppato questa abilità che poi li ha portati a magnifici capolavori.
Vi saluto cari amici, e vi chiedo di riflettere su quello che ho scritto, è qualcosa di profondo e ben ponderato, ma assolutamente intrigante e fondato.
fonte: digital-photography-school.com
domenica, gennaio 29, 2012
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)







Bellissimo articolo, ben fatto Giorgio, complimenti.
Dovrei farne tesoro...
ottimo articolo, sempre ben scritto! grande Giorgio